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14 FEBBRAIO 2012
C’è chi sceglie i font da un menù a tendina, e chi ce li ha stampati in testa.
Peter Hardwicke appartiene a quest’ultima categoria. Nato e cresciuto nella zona est di Londra, Peter è un animale raro, tardo esemplare di una specie minacciata dall’omologazione del gusto e dalla mancanza di cura per i dettagli.
Di professione fa il pittore di insegne e in vita sua ne ha realizzate a centinaia, cominciando da quella del Red Lion, pub di Hoxton, quando aveva appena diciannove anni.
Se fate un giro per Spitalfields, dalle parti di Brick Lane, vi vedrete scorrere davanti i suoi lavori in una sorta di esposizione permanente a cielo aperto. Al contrario di molti suoi colleghi, Peter non si limita a trasferire sulla facciata un’elaborazione grafica studiata al computer. Tutte le fasi del suo lavoro seguono rigorosamente il procedimento appreso trent’anni fa dal suo maestro Ted Ambridge. Dalla progettazione alla realizzazione, ogni passaggio vede l’impiego delle mani, sapientemente allenate da una lunga esperienza.
Ci vuole occhio, ovviamente: un mix di talento naturale e abitudine all’osservazione, necessario per ricreare manualmente le perfette proporzioni codificate dai tipografi che hanno inventato i diversi caratteri utilizzati oggi. Anche un fisico robusto aiuta, quando si tratta di sopportare le intemperie: “Ho lavorato con ogni tipo di vento e di brutto tempo” racconta Peter “ho lavorato con la neve. I pittori di insegne sono un po’ come le capre di montagna”.
Ma lavorare sul campo significa anche avere un contatto diretto con l’ambiente urbano circostante. Riconoscere il “contesto” tipografico in cui si inserirà l’insegna e tenerlo in considerazione per far sì che l’insieme sia armonico ed equilibrato. “Mi piace guardare l’ambiente intorno e scegliere caratteri che siano in consonanza con l’architettura e il paesaggio urbano. Osservo i negozi e faccio delle ricerche”.
Operatore artigianale della comunicazione, Peter si occupa di brand identity su piccola scala. Chissà che osservando la sua gallery su Flickr o guardandolo lavorare in video non possiamo cavare qualcosa di utile anche noi che ci diamo da fare dietro uno schermo e una tastiera.
Foto © Jeremy Freedman
Grazie a Spitalfields Life per averci fatto conoscere il lavoro di Peter.
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